Walter Zettl
Introduzione al catalogo della mostra personale al palazzo della SECESSIONE di Vienna
1974
Per quanto semplici possano sembrare, a prima vista, le tavole a colori di Ruggiero Di Lollo, esse reclamano un notevole impegno da parte del critico, se vogliamo prendere sul serio il postulato di Rainer Maria Rilke nella sua introduzione alla monografia sugli artisti di Worpsvede, in cui chiede che questi sia in grado non solo di vedere colori, ma anche di dire colori.
Nella pittura di Di Lollo struttura e cromatismo si identificano. La stratificazione del colore si riallaccia ancora a Mark Rothnko, ma, mentre questi sottolinea nei suoi strati cromatici valori e timbri diversi, incontriamo in Di Lollo una stesura del colore, che applica con gli odierni mezzi tecnici (lacca al nitro su metallo), senza variazioni nel tono o sulla superficie. Risulta così visualizzato il mondo cromatico della nostra estetica da carrozzeria, che si manifesta privo di qualsiasi tremolo emotivo. La funzione del colore è determinata dalla sua posizione e dallo spazio che gli vengono attribuiti nell'ambito di ogni quadro. I risultati manifestano un sensibile equilibrio, tale da provocare nell'osservatore la disponibilità alla contemplazione. Ogni forma di dinamica ne viene esclusa. I colori non hanno attributi e rimangono al di fuori di qualsiasi forma di azione. Non sono garantiti di nulla tranne che di se stessi, non vogliono rendere visibili ne emozioni, né valori o concetti, ma detengono il possesso della propria entità.
I sei decenni che separano Di Lollo dalle avventure dei Futuristi, ci ricordano le parole del pittore romantico tedesco Philipp Otto Runge, quando dice che, in tutti i tempi, sono state proprio le opere d'arte a manifestarci con la più chiara evidenza i mutamenti del genere umano e che sarebbe, di conseguenza, un segno di funesta ingenuità voler rievocare l'arte del passato. Per questo non deve spaventarci il dato di fatto che oggi ci troviamo di fronte al tramonto di quel tipo di comunicazione visuale chiamato "arte" e, forse, assistiamo alla nascita di un nuovo tipo di comunicazione figurata, come fin dal 1946 prospettava Alexander Dorner nel suo trattato "The Way beyond Art" e come oggi avviene per opera di artisti della specie di Ruggiero Di Lollo.
Vienna, 8 ottobre 1974